Il Paese

Colle Santa Lucia geograficamente si colloca  al centro dell’area dolomitica, nella parte più a nord dell’Agordino, a confine con Cortina d’Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana, tra i maestosi massicci della Marmolada, Civetta e Pelmo. Colle S. Lucia è un piccolo paese di origine masale di straordinaria bellezza donatagli dalla natura e accresciuta dalla cura e dal lavoro rurale che nei secoli i Collesi hanno profuso sugli scoscesi pendii. E’ un luogo naturalisticamente molto interessante e ricchissimo delle varietà più belle e più rare della flora alpina, dagli anemoni alle stelle alpine, dalle genziane e dai gigli alle orchidee selvatiche. Possiede inoltre la maggior concentrazione di ungulati delle Dolomiti Orientali, oltre ad altre specie di animali caratteristici dell’habitat alpino. E’ ricco di storia, di cultura e di radici indissolubili per quanti, paesani e visitatori, hanno avuto modo di conoscerlo.

Storia e cultura

Colle Santa Lucia, era nota un tempo con i toponimi tedeschi Puchberg o Wersil (più tardi Fursil), le prime notizie del paese si hanno a partire dal 1145. La zona risultava compresa nel principato vescovile di Bressanone (a sua volta legato alla contea del Tirolo) e amministrata per mezzo di un capitano residente nel castello di Andraz. La storia del paese è legata da sempre alle proprie miniere, nel 1177 compare il primo riferimento alle miniere del Fursil e nello stesso anno la località viene concessa all’abbazia di Novacella con il diritto di riscuoterne le imposte. Durante il periodo napoleonico Colle Santa Lucia attraversa un periodo incerto dal punto di vista amministrativo. Con l’istituzione dell’Impero d’Austria, nel 1803, il vescovo di Bressanone perde il potere temporale a favore di conti tirolesi; ma poco passa al Regno di Baviera, quindi al Regno d’Italia, per poi tornare al Tirolo. Nel Novecento il paese attraversa altri sconvolgimenti politici. Al tempo parte del Tirolo Austriaco, dopo la Grande Guerra, combattuta aspramente anche in queste zone, Colle Santa Lucia con Livinallongo e Cortina d’Ampezzo vengono aggregate al Regno d’Italia, nel 1923 il comune viene aggregato al Veneto e quindi alla provincia di Belluno. Il secolare legame con il Tirolo viene definitivamente spezzato nel 1964 con il passaggio della parrocchia dalla diocesi di Bressanone a quella di Belluno-Feltre.

Colle Santa Lucia (Col in ladino, Verseil in tedesco) È uno dei 18 comuni che formano la Ladinia, comunità Ladina disposta intorno al gruppo del Sella che territorialmente comprende la Val Di Fassa, la Val Gardena, La Val Badia oltre ai comuni veneti di Livinallongo del Col di lana e Cortina d’Ampezzo, suddivisa in tre province differenti: Bolzano (Val Badia e Val Gardena), Trento (Val di Fassa), Belluno (Fodom, Col e Ampezzo). Da sempre questa popolazione porta con con se, comunemente, un culto per la cura e il mantenimento delle proprie montagne e delle proprie valli, delle tradizioni, della cura dei luoghi e una cultura comune che ha permesso ai ladini di sopravvivere nei secoli ai climi più rigidi e nelle situazioni più difficili. La popolazione parla una lingua di origine assai antica, il ladino, che nelle diverse vallate assume varietà locali. Il ladino dolomitico è, dunque, un gruppo di dialetti neolatini uniti da strette affinità e parlati da circa 30.000 persone nella parte orientale dell’arco alpino, ed è collegato ad un più vasto sistema linguistico che si estende dalla Svizzera (Cantone dei Grigioni) al Friuli, e che coinvolge in tutto circa 700.000 persone. Il termine si diffuse nella seconda metà del XIX secolo negli ambienti tedeschi per designare le popolazioni in via di germanizzazione soggette al Tirolo. Il 28-29 ottobre 2007 si è tenuto un Referendum consultivo per chiedere che il comune (assieme a quelli di Cortina d’Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana) fosse distaccato dal Veneto ed aggregato alla Provincia autonoma di Bolzano.

Casa Chizzali-Bonfadini / Cesa de Jan

Casa Chizzali Bonfadini In paese è conosciuta come “Cesa de Jan” ed è riconoscibile dalle magnifiche inferriate che la ornano. Risale al 1612 ed è l’edificio storico più interessante di Colle S.Lucia, oltre che uno dei più significativi dell’area ladina. Si trova lungo la via centrale che porta alla Chiesa. Il palazzotto testimonia il prestigio dei suoi antichi proprietari e l’importante ruolo rivestito nella storia di Colle S.Lucia in quanto sede dell’amministrazione delle miniere del Fursìl e fulcro intorno al quale ruotavano gli ingenti interessi economici da esse derivanti. Si distingue per l’imponente mole del volume tutto murato e compatto, per alcuni particolari architettonici di grande pregio, l’erker tirolese aggettante sopra l’arcata d’ingresso, la bifora che compare all’ultimo piano, gli affreschi che ornano l’ingresso, oltre alle belle inferriate artisticamente forgiate con il ferro delle locali miniere del Fursil. L’interno presenta cantine e corridoi con soffitti a volta e “stue” foderate in legno d’abete, ancora ben conservate. Due barbacani rinforzano gli spigoli della facciata ad est e conferiscono all’edificio una maestosa solidità. Lo stemma gentilizio della famiglia Chizzali-Bonfadini, un tempo inserito nella facciata principale, è stato asportato da ignoti.

La Cesa de Jan insieme alla chiesa di S.Lucia e al castello di Andraz, costituisce testimonianza territoriale del vasto fenomeno insediativo legato all’estrazione del ferro dalle miniere del Fursil. E’ pertanto nodo centrale della visita di Colle S.Lucia e degli itinerari legati alle storiche miniere. L’edificio, in buona parte comunale, oggi ospita l’omonimo Istituto culturale ladino , un associazione culturale che opera a sostegno della popolazione ladina storica di Colle Santa Lucia, Cortina d’Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana. L’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan è aperto tutto l’anno e promuove la storia e la cultura attraverso la realizzazione di mostre tematiche specifiche, alcune permanenti, altre periodiche. In particolare al momento è possibile ammirare le esposizioni riguardanti il mestiere del calzolaio e del falegname: della prima sono visibili attrezzi e materiali usati dai nostri calzolai per produrre artigianalmente calzature adatte al bisogno dell’ambiente di un tempo ; la seconda è caratterizzata anch’essa da attrezzature di ogni genere, utilizzate nella realizzazione di stue, fienili e lavori di precisione. Di grande interesse sono poi le antiche “stue” della Cesa de Jan al cui interno prendono oggi posto gli uffici ed una piccola mostra dei costumi tradizionali, vestiti, calzature ed attrezzature di uso quotidiano.

Per informazioni: Tel. e fax +39.0437.720609 e-mail : info@istitutoladino.org sito web : www.istitutoladino.org

La Chiesa di Colle Santa Lucia

La Chiesa di S.Lucia è l’emblema del paese. Si erge sulla sommità del colle, attorniata dalla “cortina”, il cimitero da cui si dominano il monte Pore, la Val Fiorentina e i solenni massicci dolomitici del monte Pelmo e del monte Civetta, ora iscritti nella lista UNESCO in quanto patrimonio dell’umanità. La dedicazione a S.Lucia si perde nei secoli ed è richiamata da antiche leggende. Il primo documento che testimonia l’esistenza di una chiesa sul colle è del 1336, anche se pare esistesse già nel 1200. La chiesa nacque in stile Gotico con verosimile campanile a guglia, ma subì nel corso dei secoli modifiche, restauri e ampliamenti, con successivo sopravvento di Barocco e Rococò. In stile gotico restano oggi il portone ad arco e il sovrastante rosone sulla facciata principale. Il campanile alto 30 metri, a cuspide rastremata, fu edificato nel 1754, dopo l’incendio del 1753, causato da un fulmine che fuse anche le campane, poi rifuse e riposizionate sul nuovo campanile. Su supplica all’imperatore Francesco Giuseppe tali campane, al tempo della grande guerra del 1914-18, vennero risparmiate dalla rifusione per farne cannoni. Le campane, finemente istoriate, melodiose e solenni particolarmente nei concerti delle grandi festività sono Lucia detta la granda, Maria detta la mesana, Caterina detta la nuova e Angioletta detta la picola.

Nel 1841-1845 l’edificio venne ampliato verso il centro del paese, riducendo la circostante area cimiteriale. Interventi di pavimentazione, intonacatura e decorazione absidale vennero effettuati nel 1932. Del 1986 sono le ultime opere di restauro conservativo, con rifacimento dei tetti, tinteggiatura esterna, restauro del presbiterio e varie sistemazioni impiantistiche tra cui il nuovo riscaldamento, la bussola ed anche la rimessa a nuovo dell’organo. L’altare maggiore è del 1600 con finissimi stucchi barocchi e rococcò e la pala di S.Lucia, mentre i due altari laterali sono dedicati a S.Floriano e alle S.Caterina e S.Barbara. Il pulpito è del 1700 e sotto c’è la nicchia del nuovo S.Giuseppe Frenademetz, primo santo ladino. Nella cappella del Rosario c’è l’altare ligneo, con la pala della Madonna con S.Domenico e S.Chiara, finemente istoriato ed il fonte battesimale del 1585. In una nicchia a destra c’è la statua di S.Lucia. L’ingresso è ribassato da un loggione ad accessi laterali, sopra il quale c’è il coro con la cantoria. All’esterno, sul lato sud c’è il grande affresco con S.Cristoforo e il bambino del XVI° sec., invocato contro disgrazie e calamità naturali ed ora patrono degli autisti, e la meridiana del 1606, la più antica della provincia.

Casa Piazza

Casa Piazza si trova sulla destra luogo la salita verso la chiesa di S.Lucia. Venne realizzata nel 1585 e fu abitazione dei conti Piazza, gastaldi del paese, il cui stemma è ancora ben visibile sulla facciata. Di mole imponente, è rivolta a valle e caratterizza, insieme alla chiesa, il profilo edilizio lungo il colle. E‘ riconoscibile per il grande passaggio ad arcata che conduce ai fondi agricoli sottostanti.

Le Associazioni

La Croce Bianca

La Croce Bianca Colle Santa Lucia ha iniziato la propria attività come gruppo dipendente dal gruppo volontari di Arabba. La prima Ambulanza era un Volkswagen, la famiglia Chizzali mise a disposizione presso l’Hotel Posta sia l’autorimessa che la localizzazione della base operativa, poi grazie alla disponibilità e volontà del Comune di Colle S. Lucia venne messo a disposizione un garage nella sede municipale. Nel 1981 venne fondata con proprio statuto l’attuale Croce Bianca Colle Santa Lucia totalmente indipendente da Arabba. Col passare degli anni il vecchio Volkswagen venne sostituito con un Peugeot 504 a benzina, tale Ambulanza arrivò in paese e fece il suo primo viaggio nell’Agosto 1983. Nel 1994 fu acquistato un veicolo nuovo, più grande, sicuro e meglio allestito, un Volkwagen Trasporter che ha consentito di effettuare più di 630 tra interventi e trasporti secondari. Questo nuovo veicolo è rimasto in uso per più di dieci anni consentendo un servizio sempre pronto ed adeguatamente supportato da mezzi ed attrezzature idonee. Nel 2006 l’ultimo salto di qualità, grazie ai tanti contributi di volonterosi ed Enti è stato acquistato un Mercedes Vito 115 CDI Long dai più moderni standard di sicurezza che consente alla Croce Bianca Colle Santa Lucia di garantire il servizio con un mezzo tra i più moderni in Provincia di Belluno.

I Pompieri

La fondazione del corpo dei Pompieri di Colle Santa Lucia (Società Pompieri Volontari di Colle S. Lucia) risale al lontano 1901 su iniziativa del Sindaco con apposito atto datato 23 settembre 1900. Il più vistoso contrassegno dei pompieri in servizio erano le divise, ma si dovrà attendere fino al 1904 per vedere le prime addosso ai pompieri, visti gli scarsi mezzi economici disponibili. Le divise erano costituite generalmente da una giubba, da un berretto, da un cinturone, spesso tali indumenti provenivano in dono anche da Società Pompieri limitrofe e più dotate economicamente. La giubba “giacheta” era in panno nero, con bordature rosse ed era provvista di spalline sulle quali c’era il n. 13 che rappresentava, nel periodo in cui Colle apparteneva all’Austria, il Distretto di Ampezzo cui apparteneva appunto anche Colle Santa Lucia. Il resto del vestiario era costituito dai normali capi di abbigliamento usati abitualmente. Sulla giubba risalta in modo evidente la nappa colorata “batoci” originariamente aveva la funzione di distinguere il ruolo del singolo pompiere ovvero la sua appartenenza ad una determinata squadra: verde per la squadra dei salvatori, rosso per macchinisti e sanità, giallo per i salitori, il comandante portava una nappa bianca e rossa, il segretario un cordone rosso. Oggi le divise realizzate sul modello delle vecchie giubbe complete di cinturoni, nappe e berretti sono indossate nei giorni di festa come uniformi da parata. Gli attuali Vigili del Fuoco Volontari di Colle S. Lucia, sono oggi incorporati nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Volontari e dipendenti per mezzi, attrezzature ed attività dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Belluno. Nel secolo di storia che li ha visti attivi con generosa disponibilità e preparazione i Vigili del Fuoco Volontari di Colle S. Lucia hanno costantemente operato per difendere e proteggere il paese in ogni sorta di calamità. In numerosi interventi a Colle e nei paesi vicini i Vigili del Fuoco Volontari di Colle S. Lucia hanno guadagnato la stima delle popolazioni dell’alto Agordino e la considerazione delle vicine stazioni di Vigili del Fuoco Volontari nonché del Comandio provinciale di Belluno. La sede una volta limitata alle autorimesse negli scantinati del Municipio trova oggi posto nella nuova struttura della stazione dei Vigili del Fuoco Volontari di Colle S. Lucia in grado di ospitare i mezzi e i macchinari in dotazione, e dove trova collocazione anche un piccolo museo storico che conserva strumenti, attrezzature e vestiario che hanno caratterizzato l’evoluzione dei Pompieri Volontari.