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La Cultura Ladina

Da sempre questa popolazione porta con con se, comunemente, un culto per la cura e il mantenimento delle proprie montagne e delle proprie valli, delle tradizioni, della cura dei luoghi e una cultura comune che ha permesso ai ladini di sopravvivere nei secoli ai climi più rigidi e nelle situazioni più difficili.

La popolazione parla una lingua di origine assai antica, il ladino, che nelle diverse vallate assume varietà locali. Il ladino dolomitico è, dunque, un gruppo di dialetti neolatini uniti da strette affinità e parlati da circa 30.000 persone nella parte orientale dell’arco alpino, ed è collegato ad un più vasto sistema linguistico che si estende dalla Svizzera (Cantone dei Grigioni) al Friuli, e che coinvolge in tutto circa 700.000 persone. Il termine si diffuse nella seconda metà del XIX secolo negli ambienti tedeschi per designare le popolazioni in via di germanizzazione soggette al Tirolo.

Oggi la “Union Generela di Ladins Dla Dolomites” in rappresentanza delle 5 vallate ladine si occupa di mantenere e promuovere l’unità culturale e linguistica della Ladinia e di impegnarsi per la salvaguardia delle tradizioni, della toponomasica e delle peculiarità ladine.

La Union dei Ladign da Col

è stata fondata nel 1982 e dalla fine degli anni Novanta è parte della UGLD, compresa nella sezione di Fodom-Col. L’Union è attiva nella salvaguardia della lingua e della cultura ladina, soprattutto tramite il mantenimento tradizioni con varie iniziative a sostegno degli usi e tradizioni locali. L’impulso a sostenere la cultura ladina è stato dato già negli anni ’40-’50 dalla maestra Luigia Lezuo e poi dal prof. Vito Pallabazzer.

Maria Sief prima e Paola Agostini poi hanno ricoperto la carica di presidente dell’associazione lavorando con i vari consigli, i collesi e i ladini delle altre valli per importanti risultati tra cui la costituzione dell’Istituto “Cesa de Jan” e la preparazione del referendum per realizzare l’unità dei ladini dolomitici.