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La Chiesa di S.Lucia

E’ l’emblema del paese. Si erge sulla sommità del colle, attorniata dalla “cortina”, il cimitero da cui si dominano il monte Pore, la Val Fiorentina e i solenni massicci dolomitici del monte Pelmo e del monte Civetta, ora iscritti nella lista UNESCO in quanto patrimonio dell’umanità. La dedicazione a S.Lucia si perde nei secoli ed è richiamata da antiche leggende.
Il primo documento che testimonia l’esistenza di una chiesa sul colle è del 1336, anche se pare esistesse già nel 1200. La chiesa nacque in stile Gotico con verosimile campanile a guglia, ma subì nel corso dei secoli modifiche, restauri e ampliamenti, con successivo sopravvento di Barocco e Rococò. In stile gotico restano oggi il portone ad arco e il sovrastante rosone sulla facciata principale.
Il campanile alto 30 metri, a cuspide rastremata, fu edificato nel 1754, dopo l’incendio del 1753, causato da un fulmine che fuse anche le campane, poi rifuse e riposizionate sul nuovo campanile. Su supplica all’imperatore Francesco Giuseppe tali campane, al tempo della grande guerra del 1914-18, vennero risparmiate dalla rifusione per farne cannoni.
Le campane, finemente istoriate, melodiose e solenni particolarmente nei concerti delle grandi festività sono Lucia detta la granda, Maria detta la mesana, Caterina detta la nuova e Angioletta detta la picola.
Nel 1841-1845 l’edificio venne ampliato verso il centro del paese, riducendo la circostante area cimiteriale. Interventi di pavimentazione, intonacatura e decorazione absidale vennero effettuati nel 1932. Del 1986 sono le ultime opere di restauro conservativo, con rifacimento dei tetti, tinteggiatura esterna, restauro del presbiterio e varie sistemazioni impiantistiche tra cui il nuovo riscaldamento, la bussola ed anche la rimessa a nuovo dell’organo. L’altare maggiore è del 1600 con finissimi stucchi barocchi e rococcò e la pala di S.Lucia, mentre i due altari laterali sono dedicati a S.Floriano e alle S.Caterina e S.Barbara.
Il pulpito è del 1700 e sotto c’è la nicchia del nuovo S.Giuseppe Frenademetz, primo santo ladino. Nella cappella del Rosario c’è l’altare ligneo, con la pala della Madonna con S.Domenico e S.Chiara, finemente istoriato ed il fonte battesimale del 1585. In una nicchia a destra c’è la statua di S.Lucia.
L’ingresso è ribassato da un loggione ad accessi laterali, sopra il quale c’è il coro con la cantoria. All’esterno, sul lato sud c’è il grande affresco con S.Cristoforo e il bambino del XVI° sec., invocato contro disgrazie e calamità naturali ed ora patrono degli autisti, e la meridiana del 1606, la più antica della provincia.

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